giovedì, 22 maggio 2008
COMUNICATO ASS. MARILIGHEA
L'associazione 'màrilighèa impegnata nella conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, lamenta la inadeguata gestione dell'importantissimo sito archeologico di Megara Hyblaea.
Quanto rimane dell'antica città, posta su un altopiano compreso tra i fiumi Càntera e San Cusumano, rappresenta una delle testimonianze più importanti della colonizzazione greca dell'VIII secolo a.C., oltre che un sito di elevato interesse per le successive stratificazioni urbane, e per questo costituisce una tappa imprescindibile per studiosi, studenti o amanti del turismo culturale. Dal 1950 ad oggi diverse sono state le campagne di scavo, effettuate in particolare dalla Ecole Francaise de Rome e negli scorsi anni anche dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, ed i numerosi e importantissimi resti rinvenuti possono essere ammirati presso il Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa.
Pertanto Megara Hyblaea rappresenta una delle maggiori attrazioni non solo del territorio augustanese ma di tutto il siracusano. Purtroppo sono diverse le ragioni che ancora non rendono giustizia all'importante sito. Tutti sanno dell'estrema vicinanza agli stabilimenti della zona industriale che esercitano un violentissimo impatto visivo ed olfattivo con le ciminiere e le sostanze inquinanti emesse a poche centinai di metri.
Ma secondo 'màrilighèa è necessario porre l'accento anche su altre problematiche, come la difficoltà per i visitatori a raggiungere l'area delle rovine a causa della insufficiente segnaletica. Riguardo l'interno dell'area archeologica, poi, si lamenta l'assenza di personale qualificato a guidare i visitatori e, nonostante le recenti integrazioni, l'insufficienza ed inadeguatezza dei supporti didattici come tabelle e segna-percorsi, elementi di basilare importanza per poter consentire la comprensione del significato delle rovine. Si aggiunge anche l'assenza di un controllo efficace che salvaguardi le strutture e gli elementi presenti, evitando uno scorretto uso del sito da parte dei visitatori.
Ma non è tutto. Infatti i fortunati, coraggiosi o incoscienti, che in questi giorni vi si recano trovano le antiche rovine anche in un vistoso stato di abbandono, per la presenza diffusa di erba infestante che nasconde o, comunque, non rende facilmente leggibili le testimonianze presenti, ma che soprattutto può comportare, specialmente in questo periodo, seri rischi legati alla puntura di zecche e alle risapute possibili conseguenze.
Quanto finora detto risulta ancora più inconcepibile se si pensa che per avere accesso occore pagare un biglietto del costo di 4,00€.
Di tutto ciò si sono resi ampiamente conto anche due classi di un istituto augustanese, nel corso di un itinerario didattico svolto nel sito in questione e programmato da 'màrilighèa che, stando così le cose, in futuro sarà costretta ad indirizzare le scelte didattiche verso luoghi più sicuri e fruibili.
Intanto in data 20 maggio 2008 'màrilighèa ha chiesto ufficialmente spiegazioni alla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Siracusa e al Servizio che si occupa specificatamente dell'area archeologica di Megara Hyblaea circa le ragioni dell'attuale stato di degrado, oltre che un immediato intervento senza il quale se ne ritiene opportuna la chiusura al pubblico.
15:10 Scritto da: alzati_augusta in COMUNICATI STAMPA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Oggi è il 20 giugno, ed è passato un mese esatto dalla richiesta che l’associazione Marilighea ha inoltrato alla Sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa e a chi si dovrebbe occupare dell'area archeologica di Megara Hyblea riguardo all’attuale e inconcepibile stato di degrado del sito archeologico di quella che fu una grande potenza economica… .vorrei sapere se si è riuscita ad ottenere una risposta, la questione mi sta molto a cuore.
Tanti anni fa, parlo di quando ero ancora una giovincella alunna elementare, partecipai alla gita di istruzione organizzata dalla mia maestra presso Megara Hyblea, stavamo studiando i greci e lei aveva trovato ottima l'occasione di farci conoscere la presenza e la potenza culturale che avevano avuto gli antichi Greci sul nostro territorio. Agli occhi di una bambina tutto sembrava bellissimo, ma ricordo che già allora il sito era quasi abbandonato a se stesso, già allora alcune zone erano ricoperte da sterpaglie. Sotto indicazione di un ragazzo che si trovava li, ad un certo punto guardammo tutti verso le vicinissime industrie, ci disse di giocare con la fantasia e immaginare che al posto di quegli insediamenti avremmo potuto ammirare altre meraviglie di quel sito archeologico. Ricordo ancora quelle parole, e ogni volta che passo dalla zona industriale ci penso sempre….chissà se quello che aveva affermato quel ragazzo era vero? Siamo entrati in una piccola casina, credo bianca, dove erano conservati ed esposti alla bene meglio alcuni manufatti ritrovati proprio li, ed un custode che a malapena aveva aperto la porta....e che in un italiano stentato diceva “ora si pottanu tutti cosi a Sirausa….Meglio!” Era scocciato ed infastidito perchè gli facevamo troppe domande in quanto lo avevamo scambiato per una guida….ancora a pensarci mi vien da ridere quando al limite della sopportazione mi disse “gioia iu nun sacciu nenti” e ci sono rimasta di un male, ma male…..!!!
Leggo con dispiacere che nulla è cambiato, anzi la situazione sta andando a peggiorare...ed è un gran peccato, una grossa perdita per il territorio augustano. E quando vedo tanti stranieri che vagano senza meta come se fossero preda di una grave forma di amnesia per le strade di Augusta mi domando “Chissà se qualcuno gli ha detto che a pochi chilometri c’è un importante sito archeologico, magari vorrebbero andarci?” ma poi riflettendoci concludo che è meglio così, in fin dei conti gli basta la tortura delle bancarelle del “giovedì” unica attrattiva che riescono a dare i loro tour-operator
E no vi nascondo che spesso mi devo scontrare con gente ignorante che considera tutto questo normale, anzi dicono che per 4 pietre vecchie non c’è bisogno di fare tanto chiasso. E che sarebbe meglio che queste 4 pietre vecchie dovrebbero essere ricoperte e lasciare spazio a nuovi insediamenti industriali, tipo un esempio a caso, il famigerato termovalorizzatore. Criminali!!!
E per questo che magari mi piacerebbe vedere più movimento (non di moto pale!) attorno al problema del sito archeologico, fare più campagna di sensibilizzazione, porre quesiti all’amministrazione e magari trovare in lei una buona alleata…fare conferenze, documentari da proporre pubblicamente, insomma far capire a qualche “pillirinu” che le uniche pietre che dovrebbero essere buttate via sono quelle che vagano dentro la loro scatola cranica!
Tempo fa mandai una e-mail direttamente al Ministero dei Beni Culturali, sapevo benissimo che era inutile in quanto in Sicilia la competenza sui beni culturali appartiene all’assesorato di pertinenza ma mi sono detta “tentare non nuoce” mi hanno risposto 2 di Picche!! Me la sono cercata….
Ma come dice il famoso detto “Chi l’ha dura, la vince!” (credo sia giusto)
Lucia Fichera
Scritto da: Lucia Fichera | venerdì, 20 giugno 2008
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