giovedì, 07 agosto 2008

AUGUSTA TURISTICA?

In merito al tanto agognato nuovo modello di sviluppo tanto proclamato dal nostro Sindaco, in contrasto con quello dannosissimo industriale, mi preme fare alcune riflessioni:
ma ad Augusta si vedono in giro turisti? Il recupero del patimonio monumentale cittadino non doveva partire da alcuni capisaldi, quali il castello Svevo, i forti Garcia e Vittoria, il Castello di Brucoli ed altri ancora? Ma come si dovrebbe fare a spiegare ai turisti, se ci sono, dato che sono quasi tutti ospiti di parenti del luogo o augustani che tornano per le ferie, e mai turisti che scelgono Augusta per una loro conoscenza turistica, che i due castelli che dominano i rispettivi centri abitati sono in restauro forse da circa un millennio? Come mai il nostro Sindaco non si interessa affinchè vengano completati i lavori che sono come la tela di Penelope, di giorno effettuati e forse di notte disfatti nuovamente? Come mai oltre l'amministrazione anche la stampa locale non informa i cittadini sulle reali situazioni dei due manieri? Perchè noi cittadini augustani non ne conosciamo l'interno e non vi siamo mai potuti entrare perchè mai resi fruibili alla collettività? E perchè il museo della piazzaforte da dodici hanno è stato smantellato e spostato con il placet della sovrintendenza che vuol fare turismo solo a Siracusa, non trova un'altra sistemazione, ci vuole tutto questo tempo o ci devono depredare gli esemplari? E il famoso tour di turismo militare che potrebbe portare soldi e turisti in città? Come mai il Sindaco non le elenca nella sue innumerevoli liste che aggiorna e ripete alla nausea ogni volta che viene affidato un progetto? E che dire del faro Santa Croce? Conviene veramente ancora portare i turisti in quell'aberrante (mare permettendo, che solo lui si salva) spiazzo pubblico?
Ma poi, per attirare turisti, (che c'è a fare l'assessorato allo sviluppo economico o al turismo) non si dovrebbe entrare in un circuito con agenzie di viaggio e tour operator?
Se la Settimana Santa ad Augusta, ad esempio, è l'unica forse vera attrazione che possiamo vantare ivi compresa la processione forse unica del Cristo morto all'alba, e non viene reclamizzata neanche sui principali quotidiani nel periodo pasquale, come lo si dovrebbe venire a sapere?
Ad Augusta non si fa nulla d'estate e neanche d'inverno, i giovani organizzatori non vengono mai chiamati dall'amministrazione per mancanza di fondi (e di idee!!!) per animare piazze e luoghi storici. Ed il famoso recupero del centro storico? Si è fermato solo alle mura? E chi vi abita o vi vive? E che fine ha fatto la notte bianca che l'anno scorso Augusta doveva realizzare in centro? Non se ne parla più. A chi giova non parlarne più?
Ad Avola mi hanno riferito che la notte bianca di domenica 3 agosto è stata favolosa, con migliaia di persone e 4 piazze contemporameamente animate da balli e spettacoli.
Un 'ultima riflessione? Il nostro Sindaco, ma anche tutti i cittadini devono sapere, per chi ancora non lo sapesse, che il turista o chiunque arriva alla nostra stazione non può andare in bagno, perchè le Ferrovie dello Stato per risparmiare risorse finanaziarie hanno preferito chiudere i bagni pubblici. Il bar che insiste non lo ha in dotazione al pubblico e l'esercizio pubblico più vicino è parecchio distante. Chiaramente l'amministrazione ha pensato bene di NON posizionare i bagni chimici. Come si pensa di poter fare turismo ad Augusta se il biglietto da visita è questo e arrivati ad Augusta è vietato fare la pipì?

MAX

18:40 Scritto da: alzati_augusta in sfoghi | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 31 luglio 2008

PROTEZIONE CIVILE DI AUGUSTA ……. PRIMA DELL’ANNO ZERO

1668738372.jpg Circa 6 mesi fa visto che l’Amministrazione comunale, nonostante le segnalazioni del Movimento Difesa del Cittadino e  l’interrogazione del Consigliere Calogero Geraci (ora Assessore) in Consiglio Comunale, non si era presa la briga neanche di verificare la situazione mi sono sentito costretto a chiamare i VV.FF. per verificare ,visto anche che non sono un tecnico, la pericolosità della frana.

Gli stessi VV.FF. alla vista della frana non hanno avuto dubbi “la strada va chiusa” e sono rimasti per ore sul posto fino a quando non sono venuti i VV.UU. , i tecnici e gli operai del Comune che hanno chiuso la strada.

Ora la strada è nuovamente aperta e usufruibile alla circolazione, nessun cartello indica diversamente e nessun cartello indica pericoli!

Eppure lavori non ne sono stati fatti a parte quelli di una ditta specializzata che hanno scavato, per la riparazione di un cavo, proprio sotto la strada aumentando la voragine già esistente.

Inoltre i cassonetti per i RSU sono stati posizionati proprio nelle immediate adiacenze della frana!

Posso capire che per molte necessità il Comune, per mancanza di denaro, possa ritardare interventi ma quando si tratta di sicurezza pubblica non è accettabile.

L’unico intervento fatto dall’amministrazione è stato quello di mettere delle transenne che venivano prima spostate di volta in volta ed ora, per eliminare la fatica, sono state addirittura gettate giù per la scarpata!

A dimostrazione del rispetto delle ordinanze e della Pubblica Amministrazione!

Non sono affatto contento che venga chiusa la strada perché ho timore che finisca come il lungomare Paradiso (che ci sono voluti 3 anni per la riparazione dopo vari interventi tampone), ma se dovesse succedere qualcosa mi sentirei responsabile se non facessi il mio dovere di cittadino segnalando il pericolo.

Infine c’è da indicare che tutta la costa della marina di levate è in continuo movimento e che se non si interverrà presto in alcuni tratti avremo altri smottamenti e frane che mettono in serio pericolo la nostra incolumità e la quella della nostra costa.

Per quanto sopra esposto ho scritto una nota, in data odierna, al Prefetto al Sindaco e agli uffici Comunali competenti che allego alla presente.

Cordiali Saluti

Stefano STELLA

Cons. Circ. ISOLA

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COMUNICATO ASS. MARILIGHEA

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In data 30 luglio 2008 'MÀRILIGHÈA, associazione impegnata nella conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale, ha inoltrato formalmente una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa, in merito ad una discarica abusiva individuata all'interno del territorio di Augusta. Assieme alla comunicazione è stata fornita la documentazione fotografica relativa a quanto detto e alla localizzazione del sito in questione. Il luogo, adibito abusivamente alla raccolta di rifiuti, è sito presso Monte Tauro in C.da Quarantamigliara. Il materiale depositato è di vario genere, inerti (tra cui laterizi di vario tipo e pezzatura), elettrodomestici, eternit ect. L'atto di gettare rifiuti con assoluta disinvoltura un po' dove capita, facilmente riscontrabile in ogni angolo del territorio, dà la misura dello scarsissimo senso civico, di una pressochè inesistente sensibilità verso l'ambiente, nonchè della discutibile intelligenza di molti, troppi cittadini che, ahimè, pare evidente abbiano una fisiologica necessità di essere sanzionati per poter mettere in discussione alcune loro radicate abitudini. Sanzioni che, ahimè, troppo difficilmente si vedono applicare, anche a causa degli insufficienti controlli. Ma la cosa più grave è che tra i rifiuti rintracciati nella discarica di Quarantamigliara risulti anche l'eternit, sottoforma di lastre ondulate e serbatoi in frammenti. Si ritiene, pertanto, indispensabile porre l'attenzione sugli elevati rischi che questo materiale - che deve il nome (dal latino aeternitas = eternità) al suo inventore Ludwig Hatschek e costituito da cemento e amianto, - comporta per l'ambiente e per l'uomo, informando i lettori qualora ce ne sia bisogno. A riguardo si riporta quanto si legge all'interno di uno dei "Rapporti di Greenpeace" a cura di Greenpeace Italia :<< L'amianto: un pericoloso cancerogeno: Com'è noto, l'amianto (o asbesto) è un materiale causa o concausa di asbestosi, cancro ai polmoni e mesoteliomi, per le caratteristiche immunodepressive legate alla struttura fisica delle sue fibre. Queste sono come una sorta di sottilissimi spilli che, una volta respirati, si fissano negli alveoli polmonari. Non esiste una "soglia" di sicurezza al di sotto della quale il rischio di cancro sia nullo: ogni esposizione all'amianto produce un rischio di cancro. "L'esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria va pertanto evitata" (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986).>> Riguardo lo stesso sito di Quarantamigliara è possibile attestarne l'utilizzo come luogo adibito abusivamente a discarica di eternit almeno dal febbraio 2006. 'MÀRILIGHÈA tiene infine a precisare che, come se non bastasse, al di là dell'evidente emergenza ambientale, l'area in questione si trova nelle immediate vicinanze di un sito dielevato interesse archeologico, nello specifico rappresentato da una necropoli di età romano-imperiale risalente al I sec. a.C. - I sec. d.C. (a riguardo si invita a consultare R. Lanteri, Augusta e il suo territorio. Elementi per una carta archeologica, pag. 57).

Luca Di Giacomo(presidente di 'MÀRILIGHÈA)

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sabato, 26 luglio 2008

NATURA SICULA- DISCARICA ABUSIVA

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Natura Sicula onlus
Sezione di Augusta

21 luglio 2008 - Denunciata ennesima discarica abusiva ad Augusta

Il triste fenomeno delle discariche abusive è così diffuso da essere ormai considerato quasi una normalità: non stupitevi se qualcuno davanti a voi aprisse il portabagagli dell'auto, tirasse fuori 4 o 5 secchi di materiale di risulta e li scaricasse per terra con disinvoltura, sorridendo come per dire "beh che male c'è, in fondo c'è ne già tanto...". Il fenomeno non conosce confini, ma il territorio di Augusta, purtroppo, si contraddistingue per numero, varietà ed originalità.
La nostra Associazione ritiene opportuno rompere il muro di omertosa tolleranza e contrastare il problema coinvolgendo cittadini e istituzioni in una lotta rigida e continua.
Oggi è stata inviata, alla Procura della Repubblica di Siracusa, alla Provincia Regionale di Siracusa e al Comune di Augusta, la
denuncia (691Kb) della discarica abusiva di contrada Vetrano ad Augusta.
L’articolo 192 del
D.lgs. 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale) vieta "l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo", e "l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali o sotterranee". Chi non rispetti la norma è punito "con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105 a 620 euro", nel caso di rifiuti pericolosi e ingombranti; da 25 a 155 euro, negli altri casi.
In una terra dove "farsi i fatti propri" è considerato una virtù, si ha paura di denunciare per timore di ritorsioni. Le associazioni spesso si espongono in prima linea ma per avere successo hanno bisogno del sostegno e della collaborazione di cittadini e istituzioni.
E' da riconoscere un certo impegno della Provincia Regionale di Siracusa nel contrasto del fenomeno: parecchie microdiscariche sono state bonificate e sul posto sono stati piazzati dei cartelli dissuasori. Purtroppo la risposta dei cittadini(?) incivili non si è fatta attendere e molti di quei cartelli, adesso, troneggiano di nuovo su cumuli di spazzatura.

Oltre ad un maggior controllo del territorio è sicuramente indispensabile offrire gli opportuni servizi di smaltimento con chiarezza ed efficienza.

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lunedì, 21 luglio 2008

"LA DIFFERENZIATA"

Qualche mese fa, se nn ricordo male il mese di Maggio lessi con entusiasmo il mega manifesto che annunciava l'inizio della raccolta differenziata ad Augusta. Con accortezza ho iniziato a separare i rifiuti, togliendo addirittura l'etichetta di carta dalle bottiglie di plastica, ho raccolto bottiglie, barattoli, tutti senza tappi perchè quelli vanno in un altro contenitore...ma questa mia buona volontà la prima settimana è stata messa a dura prova perchè con pazienza mi sono fatta il giro del paese e monte per cercare i bidoni appositi. Sparsi in modo molto blando incontriamo soltanto i cassonetti della raccolta carta e della raccolta plastica, quelli per la raccolta vetro ed alluminio nn esistono, qualcuno li avrà rapiti e li tiene in ostaggio. Mi hanno detto dove, ma nessuno provvede alla loro "liberazione". Quando avete fatto l'intervista "5 minuti" al rieletto sindaco Carrubba ho sentito che parlava di un accordo già preso con varie società che si occupano di riciclo di alluminio...ed ora la domanda sorge spontanea: "ma se nn metti i raccoglitori di alluminio, che ci mandi a queste società?"
Durante tutte queste settimane ho raccolto tanto vetro e tanto alluminio che senza
speranza giacevano inerti nel cofano della mia automobile, ieri mio marito esasperato ha preso i sacchi è li ha buttati nel cassonetto verde dove si trova di tutto. Per la plastica e per la carta riesco ancora a collaborare civilmente con il comune. All'inizio della campagna raccolta differenziata mandai una e-mail all'ufficio ecologia chiedendo cortesemente quando avrebbero fornito gli utenti dei sacchetti dell'umido, sacchetti particolari fatti con farina di riso ed altamente
biodegradabili (circa 15 giorni) perchè se faccio raccolta dell'umido in un sacchetto della spesa allora nn ho fatto nulla, lavoro sprecato! Gli avevo anche segnalato alcuni siti di comuni più organizzati di noi e prendere degli spunti, delle idee, ma niente tutto tace, nessuna risposta, nessun miglioramento del servizio, anzi la cosa va a peggiorare sempre di più, ma dico questi signori cosa guardano quando vanno in giro con le loro automobiline? O sono gestiti male dal loro dirigente? In alcune zone del monte dove erano stati raggruppati alcuni raccoglitori di differenziata, questi sono spariti, e nn so dove siano stati riccolocati. La differenziata è partita senza una preventiva campagna di sensibilizazzione, senza
nessun "addestramento" e naturalmente i soliti idioti o i soliti "lagnusi" hanno la scusante di nn sapere come utilizzare i cassonetti. Apro il contenitore bianco (quello piccolo, piccolo) e ci trovo vetro, plastica, umido, scarpe etc...
mi avvicino al cassonetto della plastica e siccome infilare ad uno ad uno le bottiglie causa uno sfilamento del tendine della mano impegnata lasciano le bottiglie accanto al cassonetto guardo il cassonetto della carta e ci vedo anche la plastica, i cartoni grandi lasciati fuori senza che siano stati ridotti a pezzi e infilati (nn sanno che se si dovessero bagnare, quella carta o cartone nn potrà essere riutilizzato!) si perderebbe troppo tempo e poi se scatta l'Happy tracannamento di alcool nel bar di tendenza come si fa ad affrontare la serata..... La differenziata per come è stata organizzata qui ad Augusta fa percolato da tutte le parti ma anche noi ci mettiamo del nostro!!!
Però a volte penso che questa voglia irrefrenabile di lasciare rifiuti sparsi per il territorio sia una caratteristica del DNA dell'augustano, basta guardarsi in giro e si vede di tutto. Lo sapete cosa ho trovato ieri su uno scoglio del TANTO AMATO FARO (dite voi, ma nn ci ho mai creduto)?? Un assorbente usato, molto usato..... VERGOGNATEVI!!!!
Che ci voleva ad avvolgerlo in un fazzoletto di carta ed infilarlo nella borsa e al primo cestino buttarlo!! Lo permettereste ad una vostra ospite di lasciare l'assorbente usato ben aperto sul pavimento del vostro bagno?
RIPETO VERGOGNATEVI!!!!


Lucia Fichera

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mercoledì, 16 luglio 2008

UN ALTRA STORIA - SICILIA

Il 13 luglio a Palermo, si è svolta l'assemblea costituente di Un'Altra Storia-Sicilia, alla quale hanno preso parte 250 delegati provenienti da tutta l'isola.

Fra i soci fondatori anche i rappresentanti del territorio Augustano.

Il progetto politico dell'Associazione, nasce dall'incontro di: Rita Borsellino, società civile organizzata, partiti del centrosinistra e singoli cittadini.

Per affermare pratiche di democrazia partecipativa in interazione con la democrazia rappresentativa, saranno riattivati cantieri Municipali per  affrontare  tematiche a carattere locale, territoriale e regionale.

Ogni Augustano che intenda e abbia voglia di impegnarsi per il progetto può partecipare a tali cantieri (luoghi fisici di discussione ed elaborazione politica fuori dai palazzi).

I Cantieri saranno animati da Gruppi di servizio individuati dal Cantiere stesso che  al loro interno nominano dei referenti che ne rappresentano le istanze.

Per informazioni ci si può rivolgere ai soci: Agata Balsamo, Domenico Ciacchella, Donatella Confreda, Pietro Latino, Maria Moschitto, Rita Pancari, Valentina Pugliares, Piersanto Pugliares, Francesca Quattrocchi, Sergio Strazzulla, Rossana Zerega.

18:30 Scritto da: alzati_augusta in COMUNICATI STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

LEGAMBIENTE COMITATO REGIONALE SICILIANO

A proposito di accise e difesa dell’ambiente…

Le recenti dichiarazioni del Presidente della Regione, Lombardo, e degli assessori all’Industria, Gianni, e all’Ambiente, Sorbello, - con le quali si rivendica l’incameramento delle accise sui prodotti petroliferi lavorati in Sicilia, royalties sulle estrazioni (quali? anche quelle in Val di Noto?), sconti alla pompa per i carburanti e altre simili amenità – appare come la riproposizione, in salsa di federalismo anti-garibaldino, delle già viste velleitarie e strumentali richieste di ricompense che da qualche decennio i vari governi regionali – da Drago a Cuffaro – avanzano nei confronti delle industrie siciliane e dello Stato. Eppure la storia dovrebbe ormai aver insegnato che l’utilizzo di tali logori arnesi produce solo brutte figure per il Governo siciliano e procura ulteriori danni all’ambiente ed ai cittadini. È ciò che è avvenuto nei primi anni 2000 con la cosiddetta “Tassa sul Tubo”, con la “benzina a 1000 lire” e con la richiesta di incamerare l’astronomica cifra di 80.000 miliardi di lire l’anno (oggi addirittura rivalutata a 30 miliardi di euro, quanto una manovra finanziaria!) delle accise petrolifere di cui si fecero paladini Cuffaro e qualche suo impareggiabile assessore. Le conseguenze, purtroppo, furono le leggi “vergogna” con le quali si consentì di incrementare le emissioni inquinanti delle centrali termoelettriche, di continuare ad utilizzare il pet-coke a Gela e di trivellare i siti del barocco siciliano. Ora come allora, chiedere la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi perché la Sicilia subisce le negative conseguenze ambientali della presenza di numerose raffinerie è non solo pericolosa demagogia ma palese accettazione di uno scambio tra vantaggio economico e salute, tra bassa e immediata convenienza e svendita del proprio territorio. Non basta affermare che la Sicilia è sovrapproduttrice di energia elettrica; ciò non è di per sé un problema, ma un possibile vantaggio: occorre però che le fonti rinnovabili vengano pensate e realizzate per sostituire le fonti fossili inquinanti e non per essere sommate a queste. Ecco perché è indispensabile ed urgente che la Regione ponga fine ad equivoci e nefasti ritardi e vari un sensato Piano Energetico ed Ambientale. Quanto ai rigassificatori, piuttosto che guardare alle elemosine o farne un oggetto di scambio con gli industriali, bisogna che essi siano realmente ammissibili: sia dal punto di vista dei rischi a cui sarebbero sottoposte le popolazioni, sia sotto il profilo strategico del fabbisogno energetico del Paese e – non ultimo – degli impatti ambientali, compreso quello prodotto da un ulteriore metanodotto di oltre 100 km che occorrerebbe realizzare per collegare Melilli con Bronte. Per ciò che attiene la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori e dei cittadini, è indifferibile la rigorosa applicazione della normativa già esistente e la sua implementazione, la bonifica dei siti inquinati (compresi i fondali dei porti di Augusta, Gela e Milazzo), il risanamento delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale (con i fondi già a disposizione da decenni), l’adozione del piano di risanamento dell’aria, la rielaborazione del Piano di Gestione dei Rifiuti ed altre simili misure che non abbisognano di demagogiche pretese di denaro ma di volontà politica, buon senso e buon funzionamento dell’apparato burocratico della Regione.

Enzo Parisi

Dipartimento Industria Rifiuti Energia

Legambiente Sicilia

16.07.2008

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martedì, 15 luglio 2008

STRANEZZE DI SICILIA

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Che la Sicilia sia terra di stranezze e contraddizioni è certamente cosa nota. Che il popolo siciliano sia di indole stravagante e bizzarra è evidente. Che talvolta questa stranezza sfoci nel paradosso è altrettanto acclarato. Per capirlo basta sfogliare “ LA SICILIA ” di venerdì 9 luglio. A pagina 9 campeggia il titolo: “Gela. Il parco eolico non s’ha da fare”. Nell’articolo si legge che l’Enel ha intenzione di costruire a largo del golfo di Gela il primo impianto eolico off-shore italiano. Che l’impianto, a pieno regime, produrrà 1150 milioni di kilowattora, che servirà il fabbisogno energetico di 390.000 famiglie, che, grazie al parco eolico, saranno ridotte le immissioni di CO2 nell’atmosfera di 815.000 tonnellate annue. Tutto fantastico, eppure il sindaco di Gela Rosario Crocetta, uomo capace e coraggioso, si oppone alla costruzione. L’eolico è energia pulita, ammette Crocetta, ma ai gelesi non vanno proprio giù le pale ritenute “visivamente impattanti”. Non più delle colonne della raffineria ENI, verrebbe da dire, che sorge nel bel mezzo della città e che è alimentata dal pet-coke, considerato rifiuto in tutto il mondo occidentale fuorché a Gela. Ed ecco il paradosso siciliano. Oggi i gelesi sono pronti alla crociata contro il parco eolico “pulito”, ma non protestano contro i fumi dell’ENI. Al contrario, quando qualche anno fa la raffineria fu sull’orlo della chiusura a causa del pet-coke - è sempre più facile e redditizio minacciare la chiusura e i licenziamenti che promettere la riconversione - i gelesi scesero in piazza a protestare in difesa dell’impianto “mortale”. Risultato: un decreto legge trasformò, e solo per l’ENI, il pet-coke da rifiuto in combustibile, la raffineria fu salva e i gelesi contenti, anche se continuano ad ammalarsi e a morire di tumore. Il caso gelese ci dà lo spunto per parlare di un paradosso di casa nostra. Da anni infatti ad Augusta si protesta (legittimamente) contro il progetto regionale che vorrebbe un inceneritore impiantato sul nostro territorio. Si sono organizzate manifestazioni di piazza, tavole rotonde, dibattiti e conferenze. Tutto per scongiurare il pericolo “termovalorizzatore”, anche se l’impianto è ancora, forse, solo nella mente dei progettisti. Lo stesso impegno, lo stesso zelo, la stessa indignazione non sono mai state mostrate per un pericolo molto più reale che da oltre trent’anni cova nel cuore della città: il deposito di idrocarburi della MAXCOM. Nessuna manifestazione, non una fiaccolata, mai un dibattito sull’argomento. Eppure la Maxcom , con i suoi serbatoi di idrocarburi, è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in qualsiasi momento e senza preavviso. Gli unici che si accorgono della sua “pericolosa” esistenza sono coloro che, loro malgrado, vi abitano dirimpetto e che, ormai da mesi, sono costretti a barricarsi in casa nelle ore notturne a causa delle esalazioni maleodoranti che giungono dalla fabbrica. Uno studio della Protezione Civile risalente al 2005 ci dà una notizia inquietante: “se quei serbatoi esplodessero, tutto quel che si trova a 5km in linea d’aria, sparirebbe in un sol colpo”.

informazione_cittadinanza_maxcom_sr.pdf

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lunedì, 14 luglio 2008

APPELLO AL PRES. LOMBARDO

Come sicuramente i piu’ attenti di voi avranno potuto apprendere, l’esimio dott. Brunetta, fiero oppositore degli sprechi statali ha convinto Berlusconi ad inserire nel decreto taglia enti nell’art.26, la possiblita’ di chiudere quegli enti considerati “in  piu’” con meno di 6 dipendenti: ADDIO PORT AUTHORITY DI AUGUSTA.

Questo ente nasceva 4-5 anni addietro per addensare a se tutte quelle competenze che per la capitaneria di porto, ormai oberata burocraticamente, erano di difficile assolvimento; alla sua nascita si penso’ pero’ di fare prevalere il criterio di spartizione politica per  posti di potere molto appetibili, il risultato in questi 5 anni lo leggiamo nel decreto sopra citato.

Cosa si fara’ a questo punto con i dipendenti? E per cio’ che concerne tutto il traffico da e per Augusta che faticosamente si era riuscito a gestire? Per non parlare di tutti i soldi spesi per tentare di ampliare una pianta organica all’osso; ebbene dove o a chi si pensa di accorpare quest’ente? O è forse  il traffico che  di qua’ a 10 anni si avra’ (con una amministrazione seria) a far gola a qualcuno?

Tutte queste domande trovano risposta nella incarnazione della sicilianita’, in colui che se applica veramente cio’ che dice, riuscira’ a dialogare con tutte quelle forze politiche che non ammirano L’ALLINEAMENTO COSMICO BERLUSCONIANO, e che hanno a cuore anche 1 solo posto di lavoro invece di una qualsivoglia norma blocca-processi!!!

Presidente LOMBARDO metta fine allo sciagurato piano leghista di aumentare un siffatto distacco tra nord e sud, non dimentichi che l’esimio sottosegretario all’economia nicchia ancora sui modi e sui tempi di restituzione del danaro per noi siciliani, si faccia quindi portavoce, LEI CHE PUO’, di tutti noi comuni poveri mortali che vogliono semplicemente una miglioria delle condizioni di vita in linea con sviluppi ECOCOMPATIBILI dei vari progetti, e non vogliono di certo morire come i loro padri: DESIDEROSI DI UNA SICLIA LIBERA DA CONDIZIONAMENTI ROMANI,  E SCHIAVA DI CORAZZATE INVINCIBILI.

 

Dott. GRAZIANO ARMENIO

 

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martedì, 08 luglio 2008

INIZIAMO A SORVEGLIARE

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Si è tornati ad abbassare la guardia, o quasi, non appena le elezioni sono finite. La passione e la partecipazione che si è respirata in città e sul nostro blog durante la campagna elettorale, sembrano improvvisamente e pericolosamente svanite. Eppure i problemi e le preoccupazioni che ci attanagliano da sempre erano, e rimangono, dove li abbiamo lasciati, a portata di mano. E’ come se le idee, gli schieramenti, le fazioni che si sono contrapposte, siano ricadute vittima del solito disinteresse. Cosa ancor più grave, il risultato elettorale sembra aver spazzato via non solo i movimenti civici (Augusta agli Augustani – Valvo – L’Altra Augusta), ma anche la voglia di partecipare di chi vi ha spontaneamente aderito. Di converso la politica dei “politicanti” è entrata nel vivo proprio all’indomani del risultato elettorale. Trattative, promesse, accordi, rotture, tradimenti e spericolate alleanze. Il solito circo al quale chi è al di qua della barricata è da sempre abituato ad assistere. Per “par condicio” assicuriamo ai nostri lettori che sarebbe stata la stessa cosa anche se avesse vinto Stella. Ha invece vinto Carrubba ed è a lui che Alzatiaugusta e gli augustani chiedono di portare soluzione ai problemi e di pensare ad un modello alternativo di sviluppo rispetto a quello industriale. In una sua recente dichiarazione ha affermato: “la priorità è dare ad Augusta un campo sportivo degno della sua tradizione”. Non intendiamo certamente riscrivere l’agenda delle priorità del sindaco, ma ci permettiamo di proporne delle altre.

1)     La realizzazione del collettore fognario che colleghi la rete cittadina al depuratore di Punta Cugno. Pare che i soldi ci siano, li ha la Provincia. Allora che li chieda!

2)     La fruibilità delle nostre coste, su tutti di Faro S. Croce. Augusta chiede a gran voce che si rimedi allo scempio perpetrato ai danni di una delle zone di mare più belle e care agli augustanesi. Il progetto di riqualificazione dell’area è nato male ed è stato realizzato peggio. E oggi non è fuori luogo parlare di ecomostro.

3)     Che si trovi soluzione ad una questione troppo spesso trascurata, o peggio dimenticata: la presenza del deposito di idrocarburi Maxcom nel cuore della città. Pericolo aggravato dal continuo transito da viale Italia e via Lavaggi di autobotti cariche di idrocarburi.

4)     Che prenda una posizione netta e definitiva sul termovalorizzatore. La giunta Lombardo a giorni varerà la gara d’appalto pubblica che assegnerà i lavori di realizzazione. Il cambio dei siti precedentemente prescelti non è stato oggetto di discussione da parte della giunta.

Sono “soltanto” quattro punti, ma crediamo bastino per ricominciare ad infiammarci e partecipare. Alzatiaugusta porrà queste domande direttamente al sindaco Carrubba in un’intervista fissata per i prossimi giorni, ma nel frattempo non rinunciamo a sorvegliare.

17:26 Scritto da: alzati_augusta | Link permanente | Commenti (17) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 07 luglio 2008

LETTERA DELL' AVV. NUNZIO PERROTTA - 2

INSERENDOMI NEL DIBATTITO APERTO  DAL VS.COMMENTO, MI SENTO DI DIRE, A PERICOLO EVITATO, CHE AD AUGUSTA IL FRONTE "DELL'ALLINEAMENTO COSMICO" HA TENTATO "IL COLPO GOBBO", NON RIUSCITO PERCHE' LA POTENTE CORAZZATA SCESA IN CAMPO HA DIMOSTRATO  DI ESSERE UN GIGANTE DAI PIEDI DI ARGILLA. PER CARITA' DI PATRIA TRALASCIO  LE INCOERENZE E CONTRADDIZIONI DI GIACINTO FRANCO E C., POSTO CHE IN  QUESTO MOMENTO  SAREBBE COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA. SONO CONVINTO CHE MASSIMO CARRUBBA E AL SUA AMMINISTRAZIONE PROSEGUIRANNO CON RIGORE E CONVINZIONE LA BATTAGLIA PER LA TUTELA DEL NS. AMBIENTE, EPPERO' ORA PIU' DI PRIMA SARA' NECESSARIO CHE TUTTA LA  COMUNITA' CITTADINA (O PERLOMENO LA PARTE PIU' AVVERTITA E COSCIENTE) SIA VICINA AL SINDACO E ALLA GIUNTA, ESERCITANDO NEI CONFRONTI DEI "POTERI FORTI" IL CONTROLLO DEMOCRATICO GARANTITO DALLA COSTITUZIONE. PER QUANTO ATTIENE IL PIANO DEI RIFIUTI TARGATO CUFFARO, VORREI SEGNALARE ALLA SEDICENTE DIRIGENZA DELLA SINISTRA AUGUSTANA(SCIAGURATAMENTE ALLEATASI CON PIPPO AMARA, CIOE'  CON UN PERSONAGGIO CHE, DA QUARANTA ANNI  A QUESTA PARTE, E' L'ESATTA ANTITESI  DEI VALORI INCARNATI DALLA SINISTRA) CHE, OLTRE  ALLA FERMA OPPOSIZIONE DEL COMUNE DI AUGUSTA,  IL MERITO DELLA SUA DEFINITIVA BOCCIATURA VA  ATTRIBUITO ALL'EUROPARLAMENTARE CLAUDIO FAVA, AL QUALE SARA' UTILE FAR CONOSCERE LE DISSENNATE SCELTE EFFETTUATE DALLA C.D. SINISTRA ARCOBALENO DI AUGUSTA.PLAUSO, QUINDI, A CLAUDIO FAVA E ALLA SUA PERSONALE ED INATTACCABILE STORIA DI FIERO OPPOSITORE DI MAFIE, CONSORTERIE E POTENTATI AFFARISTICI. NEL CORSO DEL COMIZIO DI RINGRAZIAMENTO DI MARCO STELLA E' STATA DATA, IMPRUDENTEMENTE A MIO AVVISO, LA PAROLA A LUIGI SOLARINO IL QUALE, NEL DEDICARE IL SUO INTERVENTO SOPRATTUTTO ALLA MIA PERSONA, HA NELL'ORDINE: 1) FORNITO LA QUARTA O QUINTA VERSIONE (HO PERSO IL CONTO) DEL COMUNICATO DEL MOVIMENTO "AUGUSTA AGLI AUGUSTANI", A VOLTE ANONIMO A VOLTE  A FIRMA DI TALE RUGGERO FRANCESCO, SEMPRE CONDITO DI CORTINE FUMOGENE E MAI SMENTENDO LE MIE AFFERMAZIONI (SAREBBE STATO DEL RESTO ASSAI DIFFICILE), SULLE QUALI AVEVO SFIDATO  DIALETTICAMENTE GIACINTO FRANCO. 2)"ELEGANTEMENTE "  RAMMENTATO LA DIFFAMATORIA CAMPAGNA ORCHESTRATA DA PIPPO AMARA CONTRO IL SOTTOSCRITTO E MASSIMO CARRUBBA, CON CIO' ANCORA UNA VOLTA FACENDOLA PROPRIA. ULTIMA ANNOTAZIONE: AL FINE  DI EVITARE A LUIGI SOLARINO UN RIPASSO(COMUNQUE UTILE) DI GRAMMATICA, GLI SEGNALO  CHE MENTORE E' PAROLA SDRUCCIOLA E NON PIANA COME DA LUI PRONUNCIATA NEL COMIZIO E SIGNIFICA CONSIGLIERE, ISPIRATORE, SUGGERITORE. CORDIALMENTE

AVV.NUNZIO PERROTTA

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mercoledì, 02 luglio 2008

COMMENTO SULLE ELEZIONI

Finita la campagna elettorale, tentiamo un analisi di ciò che accaduto in questi due mesi. Partiamo dall’inizio, avevamo tre candidature ufficiali che da subito sono state rese note. Il sindaco Carrubba correva per essere riconfermato. Giacinto Franco, la novità che la gente voleva a gran voce. Enzo Inzolia si schierava ovviamente a destra come polo opposto al sindaco uscente. Questo il quadro iniziale. Nel corso delle settimane, le acque si sono agitate e le candidature sono cresciute. Entra in campo Salmeri, leader di una coalizione trasversale di centro sinistra concorrente diretto di Carrubba. Entra in gioco Marco Stella che riceve, alla fine, l’appoggio del centro destra compattatosi, creando anche in questo caso una indubbia frattura nel popolo di centro destra che avrà due candidati, Inzolia e Stella. Entra in gioco anche Rosa Valvo con una lista civica, che residualmente fa confluire su di sé altri voti. Mentre queste candidature per la corsa a sindaco, prendevano forma, altro si muove nel sottobosco politico. Nascono movimenti di opinione sulla possibile candidatura di G.B. Totis che tenta una mediazione, ad oggi più comprensibile, tra le forze civiche che vedono in campo anche le liste di Franco. Un tentativo di compattazione volto ad evitare che il voto di opinione verso Franco  fosse disperso, ma le trattative saltano, nessuno vuole retrocedere e retrocede Totis, constatando l’ impossibilità di creare un movimento unico.

Questo il quadro alle votazioni del 15 e 16 giugno. Le urne fanno pulizia. Nella classifica elettorale restano al ballottaggio Carrubba e Stella, ma il dato indiscutibile è il numero di voti che Franco raccoglie, 3300 preferenze che fanno la differenza tra i due candidati. A questo punto capiamo tutti che la partita si giocava su questi voti, il movimento di Franco diventava l’ago della contesa elettorale. La coalizione di Salmeri veniva snobbata da ambedue gli schieramenti al ballottaggio; già Carrubba aveva detto a chiare lettere di non voler percorrere alcuna strada con Salmeri (ritenendolo portatore di interessi altrui) ma anche Stella non media accordi con lui. In pratica la lista Salmeri si sgonfia e i voti secondo coscienza restano vaganti. Nasce invece la grande coalizione di centro destra che vede compattare con Stella tutti gli altri candidati, Inzolia (senza l’apporto delle sue liste) lo appoggia, idem fa la Valvo, e creando non poco sconcerto lo stesso fa Franco e le sue liste. Carrubba resta e sceglie di andar avanti da solo, confidando nella stima dell’elettorato. Inizia l'ultima fase della campagna elettorale dai toni aspri. A questo punto il computo numerico non vede più gioco. Stella sarebbe stato Sindaco con una maggioranza schiacciante, l’apporto di voti degli apparentamenti avrebbe dovuto dargli un vantaggio di circa 5ooo preferenze, ma in politica lo abbiamo imparato: la matematica è opinione.

Cosa è successo allora? Non abbiamo ovviamente visioni certe, ma riteniamo che gli aspetti primari che hanno portato alla sconfitta di Stella siano fondamentalmente due. In primis, proprio Franco, l’ago della bilancia diventa un autogol clamoroso. Franco ,ambientalista di sinistra, spogliatosi della sua veste politica, decide di schierarsi con Stella per avviare un processo di dialogo all’interno dello schieramento di centro destra. Sulle questioni ambientali, Franco dice di essere la spina nel fianco del PDL, di voler combattere dall’interno del sistema. Come uomo e come ambientalista lasciatemi dire, il dott. Franco vale molto. Però i suoi elettori non hanno, in fondo, condiviso la sua scelta politica innescando una scia critica che determina due effetti, l’effetto Franco diventa un boomerang e Marco Stella viene messo in una alea negativa che di riflesso colpisce la sua coalizione. Seconda cosa, Stella e i suoi consiglieri improntano la campagna elettorale con esponenti di spicco della politica nazionale e regionale. La “sfilata” di celebrità politiche ha effetto diverso dall’attrarre gli indecisi e i non schierati. Marco Stella va in ombra, per lui parlano gli altri, mediaticamente la gente recepisce questo non come un pregio (Marco non è solo, è stimato dai grandi Big della politica) bensì Marco Stella è l’ombra dei potenti. Cosi il centro destra mostra il fianco ad attacchi ovvi e semplici. Carrubba può sparare a zero e mettere Stella in condizione di secondarietà.  Tralasciamo i retroscena ed i dettagli tecnici sugli apparentamenti, ma credo che siano queste le condizioni pregnanti di una sconfitta che fa male. Si vota così per il ballottaggio, si immagina già, che chi vincerà, non avrà molti voti di distacco. Così è. Nell’incertezza generale la borgata fa la differenza a vantaggio di Carrubba, in borgata si consacra la coalizione di centro sinistra. I voti si distribuiscono per un soffio a vantaggio di Carrubba che è rieletto Sindaco. Questa la cronaca. Una cosa è d’obbligo sottolineare, il consiglio comunale si rinnova in questo modo del 60%. Molti ragazzi saranno consiglieri, molti alla prima esperienza, persone “pulite”. Mentre la grande coalizione, paradossalmente è quasi spazzata via, perché gran parte del gruppo dirigente non sarà nemmeno in consiglio comunale. Ora tocca governare, con la speranza che si faccia e si faccia bene. Ci sono i numeri per decidere in autonomia e con responsabilità.

Itam

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LOMBARDO: VIA ALLA GARA PER I TERMOVALORIZZATORI

Chi ha avuto la possibilità di sfogliare “ la Sicilia ”dell’1 luglio, avrà avuto modo di leggere l’articolo di pagina 6 (riportato in allegato a fondo pagina) sui termovalorizzatori e probabilmente avrà reagito con un sussulto di sgomento nel leggerne il titolo: “Sicilia, a giorni la nuova gara d’appalto”. In sintesi nell’articolo si dice che tra pochi giorni, il Governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo, “varerà la nuova gara d’appalto per la realizzazione dei quattro termovalorizzatori previsti in Sicilia. La Regione – si legge ancora nel pezzo -  ha fatto propria la sentenza della Corte di giustizia, secondo cui sarebbe stato un errore utilizzare il meccanismo della concessione piuttosto che quello della gara pubblica”. In pratica la Regione dice: i termovalorizzatori li faremo, così come abbiamo già stabilito, ma i lavori di realizzazione li assegneremo secondo un’ altra modalità. Verrebbe da chiedersi, ricordando le parole di questi giorni di Giacinto Franco sul Presidente Raffaele Lombardo: ma non era proprio da lui che il dottore Franco aveva ricevuto le garanzie ambientali sulla nostra città? Non era stato forse lo stesso Lombardo a salire su un palco priolese per protestare contro il termovalorizzatore e il rigassificatore? Nell’articolo c’è però molto di più. Proseguendo infatti si legge: “a prescindere da chi si aggiudicherà la gara d’appalto, tranne che non si decida di rifare un nuovo Piano regionale dei rifiuti, con il rischio che la Sicilia venga intanto sommersa dall’immondizia, i termovalorizzatori saranno realizzati nei siti già individuati di Augusta, Palermo, Casteltermini e Paternò. Avendo anche ottenuto la certificazione di compatibilità ambientale”. E’ proprio così, nessun’altro sito è stato preso in considerazione e la conferma arriva anche dal direttore dell’Agenzia regionale rifiuti, Felice Crosta, che in un intervista pubblica il 2 luglio, sempre su “ la Sicilia ” (vedi allegato in fondo), dichiara: “Sono stati previsti quattro impianti…Interrompere oggi questo discorso significa ricominciare daccapo, individuare nuovi siti, rifare i progetti, ottenere le autorizzazioni”. Alla luce di ciò AlzatiAugusta lancia due appelli. Il primo a Giacinto Franco. Rimetta l’elmetto e torni in trincea con i suoi concittadini dottore. E’ lì che l’abbiamo conosciuta ed è lì che abbiamo imparato ad apprezzarla. Il secondo lo rivolgiamo al sindaco Massimo Carrubba. Per tutta la sua campagna elettorale ha ribadito con forza il suo secco NO ai termovalorizzatori. Adesso ha l’opportunità di dimostrarlo. Lo faccia subito!

alca

la sicilia - 1-07-08 pag.6.pdf

la sicilia 2-07-08 pag.5.pdf

 

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lunedì, 30 giugno 2008

LA SCELTA E' FATTA

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Abbiamo il nuovo Sindaco, Massimo Carrubba, riconfermato alla carica di primo cittadino. Una vittoria sofferta dopo una campagna elettorale lunga e difficile, dove non sono  stati risparmiati colpi bassi e dove, finalmente, abbiamo partecipato con vivo entusiasmo. Auguriamo innanzitutto al Sindaco un sincero in bocca al lupo. I prossimi 5 anni di governo della Città dovranno essere “illuminati”. Saranno anni cruciali per i molti interessi che si concentrano e ruotano sul nostro territorio in materia ambientale, per lo sviluppo economico del porto, per  la riqualificazione delle zone costiere e del centro urbano. Abbiamo tutte le carte in mano per far si che questa Città cresca. La nuova Amministrazione, per la prima volta dopo molti anni, potrà reggersi sulle proprie gambe, senza chiedere l’ausilio a forze politiche lontane, decidere ed agire senza condizionamenti esterni e questo ci fa ben sperare. L’unico rimpianto che ci rimane è di non essere riusciti a realizzare quel “faccia a faccia” che avrebbe rappresentato un bel salto di qualità in materia di campagne elettorali di casa nostra. Abbiamo incassato un colpo basso dal candidato Stella che,  nel corso di un suo comizio, forse in preda alla confusione, ci ha apostrofati come prezzolati e in combutta col Sindaco Carrubba. Marco Stella probabilmente ha dimenticato, tra la confusione del suo schieramento, che al faccia a faccia aveva aderito di sua iniziativa, che a realizzarlo era solo AlzatiAugusta, che Telemarte, così come si evince dal regolamento pubblicato, non c’entra nulla. Le menzogne non pagano, come già detto è stata solo un’ opportunità persa.

 AlzatiAugusta adesso cambia il modo di agire. Ad oggi ci siamo limitati ad analizzare i fatti, abbiamo valutato senza condizionamenti le forze politiche in campo, abbiamo tentato di fare informazione chiara, abbiamo fatto parlare i diretti interessati per dare a Voi la possibilità di decidere in modo cosciente. Da oggi AlzatiAugusta diventa, insieme ai nostri lettori, il veicolo di controllo dell’operato dell’Amministrazione e il sistema propositivo verso la stessa. Intendiamo , con tutti coloro che vorranno essere propositivi, risolvere questioni che la Città vive e che su di essa pesano. Tenteremo una mediazione costante tra ciò che Noi cittadini vogliamo e ciò che il Comune fa. Non sarà un compito facile, ma riteniamo sia l’unico modo per  renderCi partecipi della vita politica, per non perdere l’entusiasmo che ha spinto molti di Noi a credere nella città, non dobbiamo perdere questo slancio. A questo fine lanciamo subito le iniziative che ci auguriamo vedano coinvolti molti di Voi. Istituiremo un Comitato di controllo cittadino che informi sulle attività Amministrative del Comune. La conoscenza approfondita delle questioni consiliari, delle delibere, degli atti pubblici da parte dei cittadini responsabilizzeranno  l ‘Amministratore e lo obbligheranno a rispettare le norme e i bisogni della Città. Intendiamo impegnarci a fondo sulla questione degli “Accessi al mare” partendo da quello che abbiamo definito la “madre di tutte le battaglie” in questo campo: il Faro S. Croce. Chiederemo copia del progetto, lo valuteremo, proporremo le possibili soluzioni per far sì che torni ad essere fruito in modo pieno e funzionale. Chiederemo il rispetto delle leggi anche per gli altri accessi al mare. Agiremo contro le strettoie che inibiscono i cittadini a recarsi in zone costiere Nostre, valuteremo la presenza dei passaggi pedonali (come impone la legge) nelle zone dove le Ville private ostano la via alla scogliera ecc. Attiveremo  “proposte di legge di iniziativa popolare” qualora l’ Amministrazione non risponda direttamente agli interessi dei cittadini. Sono questi i Nostri propositi, ma da soli non si va lontano. Vi chiediamo di esserci, di partecipare, di aderire alle iniziative che lanceremo. Che nasca una nuova coscienza civica, che negli anni diventi guida, musa ispiratrice, sostanza politica.

AlzatiAugusta

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Vogliamo iniziare dalla fine. Dalla stretta di mano, a risultato acquisito, tra lo sconfitto Marco Stella e il vincitore Massimo Carrubba. Un gesto importante che pacifica il clima avvelenato degli ultimi giorni e che riporta entro i giusti binari la contesa elettorale, dove si è sempre avversari, ma mai nemici.

Detto questo, passiamo ai fatti: Massimo Carrubba, con circa trecento voti di scarto, è riconfermato alla guida della nostra città. Una vittoria sofferta che fino a qualche giorno fa gli appariva insperata. Non è certamente questa la sede per fare le analisi del risultato elettorale, ma è chiaro che qualche considerazione  sull’esito dobbiamo pur farla. Marco Stella, dopo il primo turno, partiva con un vantaggio, sulla carta, incolmabile.  Tutti gli altri candidati sindaci dalla sua parte; ministri e onorevoli pronti a correre ad Augusta ad ogni suo comizio; un favore tra l’opinione pubblica piuttosto marcato. Eppure qualcosa dopo gli apparentamenti  è successo e questo qualcosa è stato avvertito dagli elettori. Carrubba ha deciso di andare solo e questo lo ha liberato dal giogo dei partiti, dalle promesse, dagli obblighi. Stella, al contrario, ha patito, e “perito”, da “sindrome d’accerchiamento”. Ovunque si girasse trovava un accordo da fare, una bocca da sfamare. Carrubba nella sua disperata solitudine ha trovato un unico interlocutore: gli elettori. E’ questa, a nostro giudizio, la chiave che spiega una delle più sorprendenti affermazioni elettorali degli ultimi vent’anni nella nostra città. Come nel film che citiamo nel nostro titolo e che vide i trecento spartani di Leonida fermare alle Termopili l’esercito persiano di Serse, anche stavolta i pochi hanno avuto la meglio sui molti. Due righe le vorremmo dedicare al dottor Giacinto Franco, un vero cavallo di Troia per le armate del centro-destra. Doveva essere l’ago della bilancia, suo malgrado lo è stato. L’innaturale apparentamento con il centro-destra ha allontano gran parte di quei 3200 elettori che gli avevano accordato la loro fiducia al primo turno. Queste persone  sono tornate a votare al ballottaggio, ma hanno finito per votare Carrubba.  Un ultimo pensiero lo vorremmo dedicare all’ormai famoso faccia a faccia al quale Marco Stella ha preferito, all’ultimo momento, non prendere parte. Riteniamo che anche in questa circostanza i cattivi consiglieri che lo hanno accompagnato negli ultimi dieci giorni avrebbero fatto meglio a tacere. Anche questo lo ha allontanato sempre più dalla gente.

risultati ballottaggio.pdf

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